Riaprire i Navigli,

Un sito internet, una mostra con i disegni del progetto, gli incontri e la possibilità, alla fine, di dare il proprio parere. Il dibattito durerà circa un mese e mezzo

Parte il dibattito pubblico sulla riapertura dei Navigli.
Favorevoli o contrari? Da lunedì i milanesi possono cominciare a informarsi davvero consultando il sito dedicato (sarà online, appunto, dall’11 giugno), studiando i rendering, le mappe e leggendo tutto il materiale che il Comune diffonderà.

La forma scelta, scartato lo strumento del referendum, è quella del débat public: un processo di consultazione pubblica trasparente, inclusivo e che preveda la partecipazione dei city user e dei cittadini di età maggiore di 16 anni.

L’oggetto

L’oggetto del dibattito è il documento progettuale di Fattibilità Tecnico Economica, che sarà reso disponibile in una versione semplificata e più comprensibile.
Presto sarà online anche il sito dedicato e nel cortile d’onore di Palazzo Marino sarà allestita una mostra con i rendering, per dare a tutti la possibilità di consultare il progetto nella sua interezza. La consultazione, che prenderà il via con un evento a cui parteciperà anche il sindaco Giuseppe Sala, sarà divisa in varie fasi.
Dopo il sito e la distribuzione di tutto il materiale anche in versione cartacea si passerà alla fase del coinvolgimento diretto di cittadini, commercianti, associazioni, comitati di zona attraverso incontri pubblici e sopralluoghi nelle zone interessate dal progetto.
Quindi ci si concentrerà sulla raccolta dei contributi.
Il percorso di partecipazione sarà coordinato da Andrea Pillon, professionista selezionato tramite avviso pubblico, a cui è affidato il compito di garantire l’imparzialità del dibattito.

Le Tratte

La prima fase che dovrebbe riportare alla luce i primi due chilometri di canali, costo 150 milioni di euro – dovrebbe concludersi entro il 2022

La prima tratta. E’ quella della Martesana in via Melchiorre Gioia, lunga 850 metri. Fra le cinque, comporta meno impatto sul traffico perché rimarrebbero due corsie di viabilità in una direzione e nell’altra sacrificando solo i parcheggi laterali.

La seconda tratta. “E’ quella più facile” perché è già scavato, si tratta di Conca dell’Incoronata-San Marco dove ci sono le porte di Leonardo. Ha una lunghezza di 230 metri. Anche con i lavori in corso qui si garantirebbe ai residenti di poter tornare a casa in auto

La terza tratta Sforza-Policlinico. E’ la più composita, qui ci si appoggerà sui lavori della M4 dove ci sarà una fermata. Rimarrà un senso di marcia per le auto verso corso di Porta Vittoria  su una corsia, per residenti, mezzi di servizio, taxi e autobus. Il canale qui sarà lungo 410 metri di lunghezza e  7 metri di larghezza.

La quarta (piazza Vetra) e la quinta (conca di Viarenna). Anche nel tratto di piazza Vetra ci si appoggerà sui cantieri della M4, qui il canale sarà di 300 metri verso corso di Porta Ticinese. Rimarrà un senso di marcia per la mobilità. Infine il tratto più vicino alla Darsena quello della conca di Viarenna, sarà lungo 260 metri.

L’intera operazione potrebbe costare 500 milioni

Non sono poche le critiche in merito ai costi ,ma soprattutto alla reale esigenza della città di avere delle brevi tratte ( non si tratta di riaprire in toto i navigli ) riaperte con notevoli disagi alla circolazione che il progetto comporterebbe.

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